Liberating Structures: crea ambienti di lavoro inclusivi e collaborativi

Le Liberating Structures sono un insieme di metodi di facilitazione che promuovono la collaborazione e l’inclusione di tutti i partecipanti di una riunione o conversazione.

Sviluppate nel 2010 da Henri Lipmanowicz e Keith McCandless, nascono in risposta ai tradizionali metodi di facilitazione, che tendono a privilegiare soltanto alcune voci “forti” all’interno del gruppo e a escludere quelle più “deboli”. Il nome è traducibile in italiano con “strutture liberanti”, in quanto puntano a liberare “energie” positive e creatività.

Le Liberating Structures, sono oggi ampiamente utilizzate in diversi contesti, come: workshop, riunioni aziendali, conferenze internazionali, scuole e istituzioni, comunità locali, e ovviamente all’interno di team agili. Vediamo di cosa si tratta e quali sono i benefici.

I dieci principi dietro alle Liberating Structures

La premessa su cui si basano le Liberating Structures è che tutti hanno qualcosa da offrire, e che è di fondamentale importanza creare ambienti di lavoro inclusivi, in modo da rendere possibile il contributo di ciascuna persona.

Il menù di Liberating Structures è composto da 33 strutture molto semplici da imparare e da implementare, che possono essere utilizzate singolarmente o combinate tra di esse, a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere.

L’intero repertorio si basa su 10 principi di fondo:

  • Includi e libera tutti: è fondamentale includere tutti i partecipanti e consentire loro di contribuire attivamente e in maniera significativa.
  • Pratica un profondo rispetto per le persone e le soluzioni locali: rispetta le idee e le opinioni di tutti, così come le soluzioni “locali”, ovvero quelle che emergono all’interno del gruppo.
  • Costruisci la fiducia man mano che procedi: affinché tutti possano contribuire liberamente, è di vitale importanza costruire fiducia e trasparenza.
  • Impara dai fallimenti: considera i fallimenti, o gli sbagli, come un’opportunità di apprendimento e di crescita, piuttosto che come qualcosa di negativo.
  • Amplifica la libertà e la responsabilità: è importante coniugare la libertà di esprimere le proprie idee con la responsabilità di rispettare gli altri partecipanti.
  • Enfatizza le possibilità: credi prima di vedere: credi alle opportunità che si delineano, e alle possibilità di realizzarle, prima ancora di vederle concretizzate.
  • Invita alla distruzione creativa per favorire l’innovazione: questo principio invita a rompere gli schemi e pensare in maniera creativa, in modo da favore l’innovazione attraverso nuove idee.
  • Partecipa in modo seriamente ludico: prendi le cose seriamente, ma con spirito ludico.
  • Non iniziare mai senza uno scopo chiaro: prima di iniziare a utilizzare le strutture, è importante avere un obiettivo chiaro.

I benefici delle Liberating Structures

Come salta subito all’occhio dai 10 principi appena esposti, le Liberating Structures hanno il potere di utilizzare l’intelligenza dell’intero gruppo, attraverso l’inclusione e il coinvolgimento attivo di ciascun partecipante.

I benefici sono evidenti: prospettive diverse offrono più opzioni e occasioni di dialogo, aumentando così la consapevolezza e la comprensione di argomenti importanti, e migliorando la qualità delle azioni e delle decisioni.

Inoltre incoraggiando l’espressione di opinioni divergenti, si amplifica creatività e innovazione, favorendo la generazione di nuove idee e soluzioni. Idee e soluzioni che magari non riuscirebbero a emergere utilizzando metodi tradizionali, solitamente più rigidi e gerarchici.

I metodi o strutture tradizionali, utilizzate nella maggior parte dei contesti professionali, sono principalmente le seguenti: brainstorming, discussioni aperte, discussioni strutturate, status report e presentazione.

Un ulteriore beneficio delle Liberating Structure è la loro flessibilità: queste strutture sono versatili, e possono essere adattate a svariati contesti e gruppi. Per di più, pur fornendo strumenti utili per facilitare il dialogo e la presa di decisioni, non prescrivono risultati specifici. Il risultato di ciascuna struttura, che come detto in precedenza può essere combinata con altre per una maggior efficacia, dipende dal gruppo e dal contesto in cui viene svolto.

Esempi di Liberating Structures

Le Liberating Structures possono essere utilizzate con successo sia in gruppi di piccole che di grandi dimensioni (oltre 300 persone), in presenza o da remoto.

Vediamo alcuni esempi di strutture che utilizzo personalmente durante i miei workshop e riunioni:

1-2-4-All

Ideale per generare risposte o soluzioni a problemi in maniera collaborativa, 1-2-4-All invita ciascun individuo a riflettere prima individualmente su una domanda o un argomento specifico, per poi espandere la conversazione in gruppi sempre più ampi.

Impromptu Networking

Forse il mio metodo preferito per iniziare un workshop. “Impromptu Networking” dà la possibilità di scambiare opinioni su un argomento (magari un tema che verrà esplorato durante il workshop), stabilendo una connessione personale con altri individui. Se ripetuta in più round, questa struttura è ideale per connettere tutti i partecipanti all’interno di un gruppo.

TRIZ

Anche questo è un esercizio estremamente interessante. “TRIZ” è una struttura che consente di individuare, partendo da gruppi di piccole dimensioni, 5 risultati “non desiderati” per poi identificare azioni correttive. Un esempio divertente: “Come scrivere un articolo su Liberating Structures che nessuno vuole leggere?”.

Appreciative Interview

L’idea dietro “Appreciative Interview” è molto semplice. Questo esercizio consiste nell’intervistare una persona con il fine di identificare i suoi successi (relativamente a un determinato argomento), per poi condividere queste scoperte con l’intero gruppo. L’obiettivo è quello di raccogliere storie personali, ricche di emozioni positive, in modo concentrarsi esclusivamente su ciò che funziona.

Open Space Technology

Scommetto che non sapevi che Open Space è una Liberating Structure. Questo format, molto utilizzato ed estremamente versatile, responsabilizza i partecipanti e li invita a discutere su argomenti che ritengono importanti. Quando si utilizza Open Space non c’è un programma prestabilito, un’agenda, o un leader ufficiale dell’evento: è il gruppo che decide i temi da discutere e le attività da svolgere.

Per visitare il sito web di Liberating Structures, segui questo link.

Adesso tocca a te…

In questo articolo abbiamo visto che cosa sono le Liberating Structures e abbiamo evidenziato i benefici rispetto alle strutture tradizionali. Tra i vari aspetti possiamo sicuramente riassumere: la collaborazione, la responsabilizzazione del gruppo, l’apprendimento continuo e la flessibilità.

Questi aspetti si sposano alla perfezione con le pratiche Agili, e funzionano alla grande in combinazione con Scrum. I Retrospective meeting, in particolare, sono l’ambiente ideale per le Liberating Structures: perché non provare alcune di queste tecniche per migliorare la collaborazione e il dialogo, in uno degli eventi più importanti di Scrum?

O magari potresti facilitare il tuo prossimo workshop combinando più strutture, a seconda del risultato che vuoi conseguire.

I contesti in cui potresti utilizzare Liberating Structures sono pressoché illimitati. Il mio consiglio è di esplorare il menù completo sul sito ufficiale, magari insieme a un partner, e iniziare con i metodi di facilitazione più semplici. Un esercizio come “1-2-4-All” è facile da imparare e da mettere in pratica in qualsiasi contesto.

I vantaggi sono molteplici: è un dato di fatto che in molte circostanze l’intelligenza del gruppo batte l’intelligenza del singolo. Uno strumento come Liberating Structures è ideale per evitare che la conversazione sia dominata da uno o due individui. E per aumentare la collaborazione, la creatività, il coinvolgimento, e la qualità delle decisioni.

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